Il mio approccio
Il mio approccio teorico e tecnico è quello della psicoterapia psicodinamica. Nasce dalla psicoanalisi di Freud ma presenta una serie di differenze derivate dalla stratificazione di conoscenze ed esperienze cliniche che hanno contribuito ad arricchire il panorama psicoterapico dell’ultimo secolo. I terapeuti ad orientamento psicodinamico condividono molti dei concetti fondamentali della teoria psicoanalitica ma tendono ad essere attivi nella relazione con il paziente, parlando anche a lungo se lo ritengono necessario, scostandosi dallo stereotipo dello psicoanalista silenzioso ed inespressivo. La psicoanalisi ha dato il via a numerosi approfondimenti teorici e metodologici rispetto all’esperienza umana e al trattamento della psicopatologia. Gli approcci che ho approfondito maggiormente sono la gruppoanalisi, lo psicodramma, la fenomenologia e la teoria dell’attaccamento. Il fine della psicoterapia psicodinamica è quello di dare un senso di maggior consapevolezza all’individuo e quindi acquisire una dimensione di autenticità rispetto alla propria vita.
Cardine di questo approccio è il considerare l’individuo come unicum, portatore di un’esperienza specifica, con una propria storia e quindi la necessità di adattare il lavoro terapeutico alle caratteristiche e risorse del soggetto. Il fine è quello di indagare la soggettività umana, considerando che il paziente, più che il terapeuta, è il massimo conoscitore della propria esperienza di vita, ed è, a tutti gli effetti, co-costruttore del lavoro terapeutico.
Centrale in questo discorso è il considerare l’aspetto relazionale della vita del paziente, la relazione con se stesso, con gli altri, con la società. Si considera la dimensione relazionale come pervasiva nella nostra vita ed è rivolta verso l’esterno, l’ambiente dell’individuo, e verso l’interno, il rapporto cioè che abbiamo con noi stessi. Per questa ragione sarà importante andare ad esplorare gli affetti della persona, la sua emotività e le modalità di espressione della vita emotiva.
Vi possono essere nella nostra vita delle esperienze ricorrenti, dei comportamenti che la persona vive come disagevoli ma fatica a non ripetere, per cui un aspetto su cui può essere focalizzato il lavoro è quello di esplorare questi eventi per meglio comprenderli ed avere maggior consapevolezza su di essi.
Gli studi sulla psicologia dello sviluppo, sulla teoria dell’attaccamento e le recenti scoperte in ambito neuroscientifico, hanno messo in luce l’importanza dell’esperienza infantile per l’individuo, per cui potrebbe essere importante andare a far luce sui legami famigliari e sulla percezione degli eventi che il paziente ha e ha avuto.
Importante, inoltre, è la dimensione del desiderio del soggetto, la prospettiva che lo rende proiettato verso il futuro, verso i propri sogni e le proprie fantasie. La dimensione desiderante ci rende infatti attivamente coinvolti alla vita e immette in essa sempre nuova linfa.
Un altro aspetto che caratterizza la psicoterapia psicodinamica è il focus sulla relazione terapeutica, cosa cioè passa più o meno inconsapevolmente tra paziente e terapeuta, come entrambi i soggetti vivono la relazione tra loro. L’assunto teorico è che vi siano caratteristiche relazionali che l’essere umano apprende nel corso della propria vita e tende a riproporre nelle sue relazioni, per cui andare ad esplorare queste caratteristiche può essere importante per capire aspetti del proprio funzionamento e delle proprie esperienze relazionali.
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Dott. Alessandro Federico Amo
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